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Luciano Ventrone: "Mano con lampadina"

luciano ventrone

Amici lettori di free-news.it finalmente il nostro bar scombinato ha riaperto i battenti e i nuovi colori degli interni, sgargianti, brillanti, solari, attraenti coincidono con quelli della nuova stagione, bentornata Primavera e nonostante sia arcinoto che ormai le stagioni non sono più le stesse su di noi fà sempre un bel effetto, che ne dite?
Quindi eccomi qua con il mio caffè profumato fra le mani, vedo la solita gente distratta che và e che viene, un saluto e via per un tuffo nel traffico metropolitano odiato e puzzolente ma è in queste occasioni che l'arte arriva in soccorso, datemi solo dieci minuti di attenzione oggi vi parlerò di Luciano Ventrone, un artista suggeritomi da Tonino il garagista me ne ha parlato con grande entusiasmo e sono sicuro che anche voi ne rimarrete affascinati, l'opera che andrò a descrivere sarà " Mano con lampadina" 1977 olio su lino 90X60.

Luciano Ventrone, Romano del 1942 anni belligeranti nei quali non era facile essere un bambino eppure a sei anni una semplice scatola di colori gli aprì le porte della fantasia verso un orizzonte sconfinato alleviandogli, lui solo un bambino, il distacco dai suoi affetti più cari e dalle sue abitudini, era solo un bambino in un paese lontano ma in quel momento una scatola di colori era il suo mondo un nuovo linguaggio più forte dell'uso della parola, un' espressività intensa insita nella natura di ogni artista. Passarono i giorni, i mesi, gli anni, quel bambino divenne un ragazzo che con tenacia e passione studia e lavora per essere se stesso, un bravo artista che alcune coincidenze ne guideranno il percorso, mi piace pensare a Luciano Ventrone come ad un predestinato ma anche come ad un infaticabile artigiano dell'arte.


Ho scelto quest'opera "Mano con lampadina" perchè nella mia mente quella mano mi ha fatto venire in mente un accostamento impossibile, strabuzzerete gli occhi ma ve lo giuro non è colpa mia e neanche di Mario mica possiamo spegnere la fantasia e l'immaginazione con un click e io la mano di Luciano Ventrone l'ho interpretata così, ebbene sì in essa ho visto la Creazione di Michelangelo.
-Ma sei matto?
Gianni il barista mi dice senza pietà!
-E' solo una lampadina stretta in una mano, adesso chiamo la neuro!!!
-Amico mio passami una bomba al cioccolato che adesso ti spiego.
La vedi quella torsione della mano? Riesci a vedere la delicata carezza a
contatto con la rotondità del vetro della lampadina? E poi la luce...Dio creò la
luce, lo so è un accostamento surrealista.
Che cos'era la vita dell'uomo prima della scoperta dell'energia elettrica? Le strade come erano illuminate? La luce nuova cambiò il corso dell'umanità e nella creazione di Michelangelo nel contatto fra le mani nasce la vita e io nella mano dipinta di Luciano Ventrone, nelle pieghe della pelle talmente vere quasi da sembrare di toccarle, vedo tutta la sua calma apparente ma piena di colore in movimento acceso dal fondo di colore nero,nel cielo blu riflesso all'orizzonte attraverso la trasparenza vitrea ho visto colori vivi come la nostra esistenza ma Luciano Ventrone ha voluto dirci di più, che motivo aveva per ritrarre una semplice mano con una lampadina? Dimostrare la sua bravura? Gonfiarsi il petto davanti al nostro stupore? No, glielo ho letto nello sguardo, nei suoi occhi, che parlano con il cuore senza l'ambizione sfrontata, attraverso le sue mani solo arte, il linguaggio per aprire le menti non per dare fumo agli occhi.

Luciano Ventrone attraverso le sue forme e i suoi colori vuole rallentare il ritmo della vita, per farci entrare a fondo nella materia e lasciarci capire il senso di rispetto verso tutto quello che ci circonda, ogni cosa anche la più semplice è qualcosa di inestimabile valore e noi non possiamo essere i dominatori che per eccessivo egoismo dissipano la stessa propria vita, Luciano Ventrone riproduce la bellezza per farci vedere quello che troppe volte ci sfugge e se alziamo gli occhi al cielo e potessimo farlo con il telescopio più potente del mondo non vedremo mai un pianeta come la nostra terra, questa fantastica terra sulla quale ogni cosa è vera poesia.

Nel bar tutti sono rimasti in silenzio, si sente solo il soffio del vapore della macchina del caffè, Gianni ridendo me ne porge un altro - Walter prendilo che ti fa bene - mi guarda serio, anche gli altri forse non mi hanno capito e voi?
Quasi, quasi vi farei andare a vivere su Marte, due ragazzi che si tengono per mano mi fanno segno di "No" con un sorriso che dice tutto.
Anche per oggi è venuto il momento di salutarvi e per non pensare a come sarebbe la vita su Marte vado ad ascoltarmi "Yellow submarine" dei Beatles, Walter Fest vi abbraccia e saremo felici di rincontrarvi al prossimo artista, ciaoooo.