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Libri: Nemesi, un fantasy narrato durante il periodo della Grande Guerra

Paolo Bertelli


Oggi incontriamo Paolo Bertelli con il suo romanzo Nemesi. Il romanzo si rivela semplice e accattivante, ricco di colpi di scena strategicamente inseriti che donano al libro un ritmo incalzante.


"È una storia atipica, fuori dagli schemi, che si discosta dal classico fantasy. Chi lo ha letto e/o recensito ha detto che ha trovato qualcosa di nuovo, originale e inaspettato. Si, è un fantasy, ma narrato durante il periodo della Prima guerra mondiale, che viene descritta in tutto il suo orrore durante le vicende dei protagonisti" dichiara l'autore. "Spero possa stupire per queste peculiarità, ma anche far riflettere, perché si affronteranno temi attuali come il rispetto e l'importanza della natura e di tutto ciò che ci circonda. Penso sia importante per un libro, riuscire anche a far riflettere, indipendentemente dal genere narrato. L'eterna lotta tra bene e male non è altro che impersonificazione della nemesi umana. Troverà mistero e azione, amore e tradimenti. Spero che alla fine della lettura si chiederà quanto di tutto questo sia fantasy e quanto, purtroppo, sia reale."

Chi è Erik, il protagonista di Nemesi, e come è nato questo personaggio?
Forse perché è il mio primo libro, è stato piuttosto spontaneo scriverlo in prima persona e riportare parte di me stesso nel protagonista. Erik ha un po' il mio carattere e nello scrivere mi chiedevo sempre cosa avrei fatto e come avrei reagito al suo posto. Quindi, si è sviluppato tutto in maniera naturale, bastava chiudere gli occhi un attimo... e immaginare.

Erik è uno scienziato, un chimico un po' come me (ok, lui molto più intelligente) e si troverà ad affrontare situazioni che lo porteranno al limite delle sue capacità psichiche e fisiche, a dover prendere decisioni difficili e a volte, estreme.

In che modo la scrittura influisce sulla tua vita? È un semplice passatempo e rappresenta qualcosa di più?
E' una passione che spero un giorno diventi qualcosa di più. Potrebbe essere l'unica motivazione che mi farebbe lasciare il mio attuale lavoro. La scrittura è un donatore di adrenalina. Quando vieni folgorato da un'idea, un'illuminazione e devi appuntartela in qualsiasi modo da qualche parte per non lasciartela sfuggire, è una cosa bellissima che ti fa sentire vivo.

Sta lavorando a qualche nuovo progetto per il futuro?
Sì! Sto scrivendo il seguito di Nemesi, che è già a buon punto. Ho altre idee nel cassetto da sviluppare subito dopo di cui una per adesso è stata trasformata in racconto breve. Un altro mio racconto breve "Sand Creek", scritto nel lasso di tempo trascorso prima che iniziassi a scrivere il seguito di Nemesi, che è stato selezionato in un Concorso e inserito nella raccolta che verrà pubblicata in occasione del prossimo Salone del libro di Torino. Una piccola soddisfazione.

Stefania Pittino