Mar16082022

Ultimo aggiornamento12:45:40 PM

Back Sei qui: Home Fatti Alla ricerca degli Ufo: il metodo galileiano applicato ai fenomeni alieni

Fatti

Alla ricerca degli Ufo: il metodo galileiano applicato ai fenomeni alieni

Heinstein e chaplin
Enrico Fermi
Drahe
Shannon

Pubblichiamo la seconda parte dell'intervista al prof. Giuseppe Quartieri, fisico elettronico e capo del Comitato tecnico-scientifico della Federazione ufologica, alla ricerca di risposte scientifiche sul misterioso mondo alieno

A cura di Angela Francesca D'Atri

Prof. Quartieri qual è l'approccio della scienza nei confronti degli UFO?

"Da tempi remoti, l'approccio della scienza nei confronti degli UFO è determinato solo e soltanto dalla applicazione del metodo scientifico galileiano: credere solo alla osservazione sperimentale con metodo galileiano ripetitivo che conduce agli stessi risultati in posti e con apparecchiature diverse. Così, il metodo scientifico ricerca fenomeni naturali ma anche fenomeni "alieni" che – se esistono - fanno parte integrante della Natura. Quindi, il metodo galileiano di prova, riprova e migliora richiamato dal grande Premio Nobel Enrico Fermi rimane la base della conoscenza scientifica, anche, per lo studio degli UFO. Tuttavia, la discussione fra uomini di scienza procede e incalza quotidianamente, ed è piena di tesi ed antitesi, prove e riprove, basate su argomentazioni positive e negative supportate da inganni, disturbi, misure, contromisure, contro-contro misure e via discorrendo. Così il mondo della finanza e dei ragionieri gongola e accartoccia nella riduzione dei finanziamenti!


L'altro aspetto della metodologia scientifica è dato dalla applicazione della fisica teorica. Questo campo, oramai, si identifica nei seguenti aspetti fondamentali:
a) La teoria delle Relatività Ristretta e Generale di Albert Einstein in Fig. 1 con Charlie Chaplin.

Einstein creò le nuove leggi dello spazio-tempo e della relatività (Ristretta e Generale) di base per il viaggio nello spazio tempo. In particolare si dedicò a trovare la risposta ad alcune anomalie che riguardano la velocità della luce, la trasformazione e generazione della luce, l'esistenza dell'etere e delle molecole. Usando prima di tutto esperimenti mentali, Einstein si interessò alla evoluzione dell'Universo, alla interazione tra radiazione e materia, ossia la chiave che ha condotto alla fisica dei quanti. In questo contesto, però, la fisica di Einstein ha deciso i limiti della velocità di un oggetto (un'astronave)nell'Universo limitandola alla velocità della luce c≈300000 Km/sec. Tuttavia questo limite vale per la "fisica relativistica Einsteiniana, ma non significa che non può essere superata da altri elementi quali l'Entanglement.

b) La meccanica Quantistica, le sue forme avanzate di applicazioni ecc.
c) La interfaccia fra Relatività e Quantistica e, in particolare, la gravità quantistica e le sue potenziali applicazioni.

Per una introduzione indicativa iniziale della metodologia specifica, si ripropone la storia del Premio Nobel Enrico Fermi che, in una occasione di una discussione tra fisici alla mensa di Los Alamos, durante il progetto Manhattan ed anni successivi, alla presenza del famoso gruppo dei fisici ungheresi, su un avvistamento di un UFO riportato in quei giorni da un famoso giornale di New York, disse: "Where is everybody?" In altre parole Fermi chiese ma dove sono tutti questi alieni [ETI, Intelligenze Extra Terrestri], perché non si fanno vedere e perché non entrano in contatto con gli umani. Nel pomeriggio Fermi si mise alla scrivania della sua camera a calcolare la possibilità del viaggio spaziale degli eventuali alieni, ma non pubblicò mai i calcoli elaborati. Questo approccio fu definito ed è noto ancora oggi come il "Paradosso di Fermi" (Fig. 2).

Molti scienziati si sono dedicati a risolvere il paradosso di Fermi; tra i primi vanno ricordati G. Cocconi e P. Morrison. Dopo Fermi e contemporaneamente a lui tanti altri scienziati si sono dedicati alla relazione fra scienza e ufologia, ad esempio Glen David Brin (astronomo e ufologo), quindi il famoso Frank Drake, con la sua equazione, e le sue varianti proposte da Cocconi, Maccone oltre alla rivisitazione del russo Alexandr Zaitsev. Ma come ha dimostrato dal Premio Nobel Giorgio Parisi, la fisica si estrinseca anche con gli aspetti teorici.

Infatti, procedendo nel campo della fisica teorica, il fisico Weinberg con una teoria fisica finale poi definita la "Teoria del Tutto"  ha cercato di inserire nella Cosmologia intrisa di "intelligenza extraterrestre", come asserito da Wesson, al fine di risolvere il Paradosso di Fermi. In tale ambito si inserirono Wilson con il principio antropico in un Universo di fluttuazioni nel vuoto e l'approccio di Recher della scienza degli extraterrestri che viene completato con l'approccio scientifico alla intelligenza degli alieni. Questa evoluzione progressiva sfociò, a suo tempo, nell'approccio solipsistico di Carl Sagan e W. Newman.

Quasi contemporaneamente, Carl Sagan e Frank Drake pubblicarono su "Le Scienze, n. 85 di Settembre 1975" l'articolo che dimostra, in base al calcolo delle probabilità, che è quasi certo che l'Universo sia popolato di civiltà molto più evolute della nostra. Inoltre, il compito di eseguire un calcolo delle probabilità di individuare una sola civiltà superiore alla nostra è divenuto un vasto e notevole impegno di ricerca. Nell'ambito della metodologia sperimentale galileiana va inquadrato anche tutta quella branca della biologia spaziale con la vita biologica spaziale e le varie varianti quale la panspermia ossia dell'ipotesi per cui i semi della vita sono sparsi per l'Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata con l'arrivo di detti semi e il loro sviluppo. In altra parole, la teoria che la vita sulla terra abbia avuto origine da microrganismi o precursori chimici della vita presenti nello spazio esterno ha un forte supporto in campo biologico. È implicito quindi che ciò possa accadere anche su molti altri pianeti.
Al momento, la risposta al Paradosso di Fermi è ancora aperto anche se recentemente, in base ad alcuni esperimenti ed osservazioni, sono stati proposti alcuni argomenti per risolvere in modo definitivo il paradosso stesso:
1. Il Risveglio Omeostatico (capacità di capire quando, una volta raggiunto un benessere elevato, sia il momento di rallentare la crescita).
2. Il progetto Galilei (Harvard University UK).
3. La lastra di crosta oceanica chiamata Samail Ophioliye, con il particolare processo geologico di serpentinizzazione (in acqua e rocce).
4. La sfera di Dyson o "Scudo di Dyson"

Nell'ambito di questi approcci, si spera di riuscire, nel prossimo futuro, ad avere risposte certe o almeno chiarificatrici".

Segue

 

Per visualizzare e ingrandire le immagini, cliccare sulla prima e poi scorrere