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A kiev disordini e feriti: si protesta contro il sistema

Kiev gabbia

 Spira un vento gelido da guerra civile a Kiev, capitale della piccola Russia, dove crescono i feriti degli ultimi scontri tra dimostranti e polizia. La protesta era cominciata in modo pacifico lo scorso dicembre, in piazza Maidan, con un presidio di tende continuo, di giorno e di notte. Un nostro lettore ci aveva segnalato soprattutto la forza di carattere della gente ucraina, di questi manifestanti che non demordevano e che  avevano la solidarietà di molti. Adesso, la protesta ha assunto i contorni più cruenti, tanto da fare intervenire  gli Usa che minacciano sanzioni.

Duecento le persone ferite, quattro in modo grave con lesioni agli occhi e agli arti. Feriti circa cento agenti delle forze dell'ordine. Sono stati incendiati quattro autobus e due camion. A scatenare la miccia, l'ultimo affronto del Presidente, quello di far approvare, lo scorso venerdì, un testo di legge limitativo del diritto di manifestare, che prevede quindici anni di detenzione per violazione dell'ordine pubblico.

Una decisione contestatissima. La leader dell’opposizione Yulia Timoshenko ha parlato addirittura di insediamento di una nuova dittatura.  I 150 mila dimostranti contestano con forza il Governo e il premier in carica, lamentano il malfunzionamento del sistema che sembrerebbe, invece, funzionare a vantaggio di chi ha il potere,  vogliono aderire all'Ue, chiedono un futuro migliore per sé e per i propri figli.
Afd