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Parakalò, oggi si va a Salonicco!

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Volare a Salonicco, la seconda città per importanza della Grecia, costa poco sia in termini di prezzo, occhio alle offerte di Ryanair, che di tempo (meno di due ore). Il guadagno, però, in termini di cultura è elevato.
Innanzitutto c'è da dire che la città prende il nome da Thessaloniki, sorella  di Alessandro il Grande, colui che costruì un impero in soli 12 anni, e fu fondata da suo cognato Kassandros nel 315 a.C.  Città ricca di storia, crocevia di popoli e di religioni, eppure ad un primo sguardo si rimane sgomenti. Come è possibile che tante costruzioni esteticamente insulse si adagino nei pressi di spettacolari meraviglie di epoca romana e poi turca? L'incendio del 1917 ha distrutto quasi tutto, e poi ci ha pensato la speculazione edilizia della metà del Novecento a fare il resto.
 
Così si cammina sulle strade di quello che fu l'Impero romano di Oriente, passando per il palazzo dell'imperatore Galerio, al suo imponente arco sino ad arrivare alla Rotonda, mausoleo dello stesso imperatore, non potendo fare a meno di notare il grigio panorama di monotoni palazzoni. Tanto che ad un certo punto viene da chiedersi dove siano finiti gli antichi canoni di bellezza ellenica e dove si nasconda la filosofia greca. Gli anni di dominazione turca hanno lasciato il segno  nella cucina, come in alcuni visi, nella tradizione, influenza che si avverte chiaramente passeggiando nel mercato adiacente la via principale Egnatia (la g è gutturale) dove si vendono in particolare spezie a buon prezzo.

A Salonicco  nacque Mustafa Kemal Ataturk destinato a divenire in seguito il primo presidente della Repubblica turca. La città è, ed è stata, ritrovo di fedeli appartenenti alle più disparate religioni, sulle sue strade predicò persino San Paolo. Ebrei, greco-ortodossi, musulmani e cattolici hanno vissuto per lungo tempo in armonia. Sono belle le chiese ortodosse, qui è tutto uno sfavillare di ori, e le preziose icone  vengono baciate ripetutamente dai credenti, colpisce poi il simbolismo degli altarini con urne e candele.

Per apprezzare la cultura di un popolo bisogna capirne le tradizioni. Cominciamo dal matrimonio. Curiosa l'attesa  di uno sposo sulle scale di una chiesa che aspetta la sposa, dopo un po' arriva, ed è già uno squillare di clacson, viene accolta con una allegra serenata da una piccola orchestrina, poi scende dall'auto sorride e comincia a ballare e con lei i suoi familiari e la sposa danza fino a raggiungere sulla scalinata lo sposo che infine la bacia donandole  il  bouquet. In un'altra chiesa assistiamo ad un battesimo dove ai partecipanti viene donata una piccola croce, a mò di bomboniera. All'uscita della chiesa é servito il buffet. 

La vita a Salonicco costa almeno la metà che da noi e lo capisci dal fatto che una bottiglietta d'acqua nei tanti chioschi del centro costa solo 50 centesimi, in periferia 30,  e poi paghi la metà nei ristoranti compresi quelli più eleganti che si affacciano sul mare. Il biglietto dell'autobus costa 50 centesimi e anche il mendicante di turno ti chiede solo mezzo euro. La crisi si avverte, i negozi quasi tutti vuoti hanno prezzi allettanti per noi italiani ma non per i greci. L'evasione è evidente, quasi nessuno ti dà lo scontrino e sembra un'abitudine così radicata  che i venditori appaiono sorpresi se ne viene fatta richiesta. In alcuni ristoranti del centro riesci davvero a mangiare con poco, con 20 euro in due si può fare un pasto completo. Ma se volete una serata romantica, e non vi interessa la spesa che comunque non arriverà mai alle nostre cifre, scegliete i ristoranti sul mare dove mangiare dell'ottima cucina internazionale. Di giorno si trasformano in splendidi bar dove godere della bella vista del  mare e prendere un po' di sole.  Se si desidera assaggiare le classiche specialità greche come souvlaki o gyros con pita bisogna saper cercare bene, non è poi tanto facile, ma sapranno aiutarti nella scelta i cordialissimi  abitanti di Salonicco pronti a dare un suggerimento anche se  parlano solo greco. E qui bisogna fare una distinzione tra vecchi e giovani. I primi non parlano una parola d'inglese, i secondi lo conoscono meglio degli italiani.
 
Cosa vedere a Salonicco? Se avete studiato Aristotele e amate la filosofia non potrete perdere la sua statua, vale la pena toccargli almeno l'alluce, può darsi che questo gesto vi sappia infondere un po' di antica sapienza, del resto  ogni cosa l'ha già detta lui (Ipse dixit). Naturalmente da visitare è  la Torre Bianca, simbolo della città, antica prigione, nota come torre di sangue fu poi dipinta di bianco dall'ebreo Nathan Gueledi che barattò così la sua indipendenza. La Chiesa di Agia Sophia, una basilica dell'VIII secolo con pianta a croce greca, fu trasformata in cattedrale cattolica al tempo dell'impero latino di Costantinopoli e poi in moschea in epoca ottomana;  va vista per apprezzare l'arte, i mosaici, i monogrammi dell'imperatore costantino VI e della madre Irene. Il castello che si erge sulla città, difficile da raggiungere a piedi, ma in autobus si fa presto (ci va il 23), in taxi spenderete al massimo 10 euro, oppure fate un giro turistico con il bus che parte dalla Torre Bianca . Del castello rimangono poche mura, c'è poco da vedere  ma si godrà di una vista magnifica su tutta Salonicco. Ne vale la pena. E poi non perdete gli antichi bagni turchi, i più importanti della Grecia, furono costruiti nel 1444 per volere del sultano Murad II, e naturalmennte visitate il foro romano.
 
Cosa c'è da fare a Salonicco? Un giro al mercato per fare piccoli affari su oggetti religiosi, vimini, spezie e souvenir vari. Vi farà sentire un indigeno sorseggiare un frappè, lo bevono soprattutto i giovani ad ogni angolo, vi rinfrescherà d'estate. Un giro in mare a bordo delle barche-bar, ormeggiate nei pressi della Torre Bianca, un giro di mezzora vi costa il prezzo di quello bevete (max 5 euro). Mangiare  al volo un gyros con pita in una delle  tante rosticcerie, e invischiarsene della dieta. Osservare sul lungomare la varietà dei giovani greci che passano con le macchine con stereo a volume esorbitante o le moto dai roboanti motori, fa tanto folklore e ricorda e per tanti versi l'Italia di alcuni anni fa. Sedersi in un pub sul lungomare sorseggiando un aperitivo al tramonto. Mangiare il dolce tipico alla crema (bougatsa), costa un euro e fa mettere su un chilo. Divertirsi a leggere le insegne dei negozi per ricordare, per chi lo ha studiato, il suo greco e riflettere su come molte nostre parole hanno una derivazione ellenica. E se andate d'estate, consigliatissimo, naturalmente un bel tuffo nel mare Egeo.
Infine non partite senza portare con voi un souvenir, vi consiglio l'occhio greco protegge dai sortilegi e mette serenità, se ne trovonono per solo 20 centesimi magari da abbinare a braccialetti o a collanine.
 Angela Francesca D'Atri