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Coniugi uccisi: figlia accusa, "Stato colpevole, Renzi venga qui"

duplice omicidio catania
 
"Renzi venga qui e mi spieghi, mi dia delle risposte, delle sue scuse non so che farmene, i miei genitori sono morti, e' anche colpa dello Stato". Lo ha detto Rosita Solano, una delle figlie di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, i coniugi uccisi nella loro villetta di Palagonia, nel Catanese.
In relazione al delitto e' stato fermato un ivoriano che era ospitato nel Cara di Mineo. Il migrante questa mattina era stato trovato in possesso di un telefono cellulare rubato e con indosso abiti riconducibili a Vincenzo Solano, 68 anni, una delle vittime. E sui pantaloni indossati dall'ivoriano gli investigatori della squadra mobile etnea hanno individuato tracce di sangue che apparterrebbero al pensionato, morto dissanguato dopo un profondo taglio alla gola, mentre la donna, Mercedes Ibanez, 70 anni, di origine spagnola, era stata trovata cadavere in strada, in corrispondenza del balcone di casa da dove si sospetta sia stata scaraventata dall'assassino. Si ipotizza che il duplice delitto sia maturato durante una rapina in casa.
 
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"Il governo italiano, il popolo italiano e' messo in balia di tutta questa gente - ha aggiunto la figlia dei coniugi - perche' non fanno altro che accogliere, accogliere ma non si accoglie per accogliere. Vengono qui a rubare, ad ammazzare. Il governo, i ministri chi lo sa, prendono soldi in cambio di questi umani e poi rimangono in Italia, a fare che cosa? Ad essere accolti nei centri di accoglienza dove sputano sul piatto che gli si viene dato? Vengono a maltrattare le persone che li ospitano? Vogliono questo, vogliono quello...". Prosegue Rosita Solano: "Non dovevano morire cosi', ammazzati.
  Per che cosa? Per due cellulari, per una telecamera, per un computer? No... mio padre non aveva niente, ne' cassaforte, ne' niente. Ma anche se l'avesse avuta, se la portavano, li lasciavano legati, imbavagliati, ma vivi. E invece no: cosa avevano fatto questi poverini? Una vita di sacrifici per costruirsi una casa. Adesso che l'avevano finita se la potevano godere e invece no...". (Agi)