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Ambiente

Inquinamento: la plastica e le sue conseguenze

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L'annuale Giornata mondiale dell'ambiente delle Nazioni Unite, il 5 giugno, arriva a pochi giorni dai negoziati su un trattato internazionale contro l'inquinamento da plastica i cui lavori si sono conclusi venerdì a Parigi con 170 nazioni che hanno accettato di produrre una prima bozza di accordo entro novembre.
460 milioni: questo è il numero di tonnellate di plastica prodotte globalmente ogni anno, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Dal 2000 al 2019 questa cifra è più che raddoppiata, un trend che non accenna a rallentare. Se non verranno prese misure, la produzione globale quasi triplicherà entro il 2060, raggiungendo 1.231 milioni di tonnellate di plastica.
Oltre a generare inquinamento, la plastica contribuisce in modo significativo al cambiamento climatico. La maggior parte di queste emissioni proviene dalla produzione e dalla lavorazione di combustibili fossili, poiché oltre il 99% della plastica deriva da petrolio, gas e carbone. Se il loro utilizzo continua ad aumentare come previsto, le emissioni legate alla plastica rappresenteranno il 15% del bilancio globale del carbonio entro il 2050, secondo le stime di Human Rights Watch.
Da 400,00 a 1 milione è il numero stimato di persone nei paesi in via di sviluppo che muoiono ogni anno per malattie legate a una cattiva gestione dei rifiuti, in particolare per i fumi tossici emessi dalla combustione dei rifiuti di plastica, secondo uno studio dell'agenzia di aiuti cristiani Tearfund con sede nel Regno Unito. 100.000 è il numero di mammiferi marini che muoiono ogni anno a causa dell'ingestione di plastica o rimanendo impigliati in detriti, secondo vari studi. Oltre a reti e sacchetti di plastica, l'oceano pullula di microplastiche, minuscoli frammenti di diametro inferiore a 5 mm derivanti dal degrado di borse, bottiglie, pneumatici, mozziconi di sigaretta, fibre di abbigliamento e altro ancora. Le balene blu ingeriscono 10 milioni di microplastiche al giorno, secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2022.