Ambiente
Cambiamento climatico e Olimpiadi Invernali 2026: sulle Alpi sempre meno neve e più costi
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- Pubblicato Mercoledì, 04 Febbraio 2026 14:46
- Scritto da Redazione
Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 si avvicinano, ma il contesto climatico in cui si svolgeranno racconta una storia complessa. L'area alpina che ospiterà le gare sta già sperimentando temperature più elevate e una progressiva riduzione della copertura nevosa, una tendenza destinata ad accentuarsi nei prossimi decenni.
Secondo uno studio del CMCC, nella provincia di Belluno — che include Cortina d'Ampezzo — entro il periodo 2036–2065 i giorni utili alla produzione di neve artificiale potrebbero diminuire del 37,9%, mentre i giorni di copertura nevosa naturale calerebbero del 9,5%, ipotizzando uno scenario di emissioni intermedio. Le conseguenze economiche non sono marginali: la perdita di ricavi per gli operatori degli impianti sciistici potrebbe superare i 9 milioni di euro entro il 2065.
Alla vigilia dell'evento olimpico, molte sedi registrano già condizioni meno favorevoli rispetto alle medie storiche. Come sottolinea Giuliana Barbato, ricercatrice del CMCC, la riduzione dei giorni con uno spessore di neve superiore ai 30 centimetri rappresenta un fattore critico per la sostenibilità degli sport invernali e dei grandi eventi legati alla neve. Le stazioni sciistiche, in particolare quelle del nord della provincia di Belluno, rischiano impatti significativi sulla qualità e sulla profondità del manto nevoso.
Il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente. Ricerche preliminari indicano che l'aumento delle temperature invernali sulle Alpi potrebbe essere più elevato di 3–5 °C rispetto alle stime precedenti. Questo scenario renderebbe sempre più necessario il ricorso alla neve artificiale, con un conseguente aumento dei consumi di acqua ed energia, e spingerebbe lo sci verso quote più alte, dove le condizioni operative sono più difficili e costose.
Gli esperti del CMCC ricordano però che le proiezioni climatiche non sono previsioni meteo: singoli inverni particolarmente nevosi potranno ancora verificarsi. Tuttavia, la tendenza di fondo è chiara. Gli eventi di freddo intenso diventeranno meno frequenti e meno duraturi, imponendo a decisori politici e operatori del settore una riflessione profonda sul futuro degli sport invernali sulle Alpi, ben oltre l'orizzonte delle Olimpiadi 2026.

