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Cultura

Roma celebra Van Gogh a palazzo Bonaparte

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Dall'8 ottobre al 30 marzo 2023 la mostra più attesa dell'anno con 50 opere di Vincent Van Gogh provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo

Dall'Olanda, dal museo Kroller-Muller di Otterlo, giungono a Roma 50 capolavori di uno degli artisti più noti al mondo: Van Gogh. La Capitale lo accoglie alla vigilia dei 170 anni dalla nascita con una esposizione emozionale volta a ripercorrere la sua vicenda umana e artistica.

Vincent Van Gogh nasce in Olanda il 30 marzo 1853 e si rivela presto un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Famosi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell'ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l'episodio dell'orecchio mozzato, e tragico fu l'epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.

Il percorso espositivo dal filo conduttore cronologico fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.

Nonostante abbia vissuto una vita difficile, Van Gogh ha dipinto una serie sconvolgente di Capolavori, opere che nascevano dalla sua stessa convinzione: "L'arte - scriveva - non è un prodotto soltanto manuale, bensì sgorga da una fonte più profonda della nostra anima".

Tra i suoi capolavori il famosissimo Autoritratto (1887) di recente restauro che è possibile ammirare a Palazzo Bonaparte. L'opera a fondo azzurro con tocchi verdi ritrae l'artista con rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l'uno accanto all'altro evidenziano il suo sguardo fiero e penetrante.

Durante il periodo del soggiorno parigino Van Gogh si dedica a un'accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante. L'immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l'immagine de Il Seminatore realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.
E così Il giardino dell'ospedale a Saint-Rémy (1889) assume l'aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un Burrone (1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un Vecchio disperato (1890) diviene immagine di una disperazione fatale.

Angela Francesca D'Atri